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Carta dei valori del volontariato

La Carta dei Valori del Volontariato nasce nel 2001 da una riflessione nazionale a cui hanno partecipato numerose organizzazioni, insieme a esperti e studiosi.
Attraverso 24 punti, descrive l’identità e le finalità comuni del volontariato italiano, ne afferma la preziosa testimonianza e ribadisce il carattere solidale.

La Carta è composta da tre sezioni:

  • Principi fondanti
  • Atteggiamenti e ruoli dei volontari
  • Atteggiamenti e ruoli delle organizzazioni di volontariato

Principi fondanti

  1. Il volontario è colui che, adempiuti i doveri di cittadino, mette a disposizione tempo e capacità per gli altri e per la comunità, in modo libero e gratuito.
  2. L’azione dei volontari può essere individuale, informale o organizzata, ma ha in comune la passione per la causa degli esseri umani e per un mondo migliore.
  3. L’agire volontario è gratuito, libero da potere e guadagno economico. È testimonianza di libertà rispetto all’individualismo e al consumismo.
  4. Al centro dell’azione volontaria ci sono le persone, considerate nella loro dignità, integrità e diritti di cittadinanza.
  5. Il volontariato è scuola di solidarietà: forma cittadini responsabili, produce legami e capitale sociale.
  6. È esperienza di solidarietà e pratica di sussidiarietà: sostiene i più deboli, contrasta degrado e discriminazioni, valorizza cultura, ambiente e territorio.
  7. È partecipazione responsabile e cittadinanza solidale: rimuove disuguaglianze, tutela i beni comuni, propone progetti e cambiamento sociale.
  8. Ha una funzione culturale: diffonde valori di pace, libertà, legalità, tolleranza, giustizia sociale e promuove stili di vita responsabili.
  9. Svolge un ruolo politico: partecipa alla vita sociale e democratica, rileva i bisogni, propone soluzioni, collabora con le istituzioni pubbliche.

Atteggiamenti e ruoli dei volontari

  1. I volontari vivono la loro esperienza in coerenza con i valori e i principi dell’agire volontario, privilegiando l’essere al fare.
  2. Sono patrimonio da valorizzare e rispettare da parte di istituzioni e organizzazioni, che devono garantirne autonomia e creatività.
  3. Devono conoscere fini, obiettivi e regole dell’organismo in cui operano e parteciparvi con responsabilità.
  4. Svolgono i compiti con competenza, impegno, continuità e disponibilità al lavoro di équipe.
  5. Si formano con costanza, sostenuti dall’organizzazione, per crescere e affrontare responsabilmente i loro compiti.
  6. Rispettano la dignità delle persone, mantengono riservatezza, attuano relazioni di aiuto discrete e non impositive.
  7. Nei servizi pubblici o del terzo settore, collaborano con altre competenze in complementarietà e mutua collaborazione.
  8. Devono essere coperti da assicurazione e possono ottenere solo rimborsi spese reali, nel rispetto del principio di gratuità.

Atteggiamenti e ruoli delle organizzazioni di volontariato

  1. Si ispirano alla partecipazione democratica e valorizzano il contributo dei volontari, sostenendoli con inserimento e supervisione.
  2. Promuovono innovazione sociale, sperimentano progetti e interventi, evitando percorsi separati o segreganti.
  3. Collaborano con istituzioni e realtà locali, nazionali e internazionali, condividendo risorse e obiettivi, evitando la gestione stabile di servizi delegabili ad altri.
  4. Partecipano alla programmazione delle politiche sociali, mantenendo autonomia e rifiutando ruoli di supplenza assistenzialistica.
  5. Investono nella formazione continua dei volontari, anche di alto profilo, fornendo strumenti e competenze specifiche.
  6. Promuovono la comunicazione come strumento di relazione e cambiamento, utilizzando anche la rete informatica e collaborando con i mass media.
  7. Fondano la loro attività su legalità e trasparenza, specialmente nella gestione dei fondi e nella rendicontazione, disponibili a verifiche e controlli esterni.